Troppa poca gente
La sovrappopolazione è stata a lungo uno dei principali problemi sociali della Cina; al punto che, tra il 1979 e il 2013 — 34 anni — il Paese ha imposto a livello nazionale la ‘politica del figlio unico’ con una legge che intimava alle donne di avere un solo figlio ciascuna, un divieto espresso con multe elevate e perfino attraverso aborti coatti. Nel 2013 la politica del figlio unico è stata abolita: le famiglie cinesi ora possono avere due figli senza incorrere in sanzioni.
Ora la Cina offre invece ai neo-genitori un totale di 10.800 yuan — circa €1300 — diviso in tre pagamenti annuali per ogni nuovo figlio che generano. Il sussidio dovrebbe aiutare a coprire una parte dei costi che i bambini impongono nei primi anni di vita. A gennaio, dati ufficiali hanno indicato che nel 2024 la popolazione cinese è calata per il terzo anno di fila.
Il volta faccia paradossale dipende dal fatto che la popolazione cinese, dopo la fine della politica del figlio unico, ha proseguito spontaneamente nella limitazione delle nascite, con il risultato che la popolazione del paese è ora in forte declino… Lì gli aborti — ormai volontari — continuano a crescere. Infatti il loro numero ha superato i 9 milioni l’anno, poco meno delle nascite effettive.
Quello che i sociologi chiamano ‘inverno demografico’ non si sta rilevando solo in Cina. I tassi di fertilità intorno al globo sono in calo, ‘pericolosamente’ secondo la Banca Mondiale, con tassi di ‘rimpiazzo’ in declino ovunque, al di fuori dell’Africa sub sahariana. Gli Usa, con la bassa natalità e 64 milioni di aborti dal 1973, cominciano a chiedersi chi dovrà coprire il costo delle future pensioni in arrivo.
Il CEO di Tesla, Elon Musk, ha recentemente avvertito: “La gente crede che la crescita della popolazione sia fuori controllo. È vero il contrario…se non si fanno più tanti bambini, la nostra civiltà si sbriciolerà.”
Image Credit: Xinhui
James Hansen per Mercoledì di Rochester |
