Lunghezza d'onda
È sempre gratificante quando una metafora risulta essere non altro che pura verità. Ora, è stato dimostrato che un (relativamente) comune modo di dire — “Siamo sulla stessa lunghezza d’onda”, per esprimere il concetto che due persone la pensano allo stesso modo — è un’esatta descrizione di ciò che avviene nei fatti quando gli esseri umani comunicano e, più in generale, interagiscono: da poco si sa che le onde cerebrali generate dai loro cervelli cominciano ad entrare in sincronia, una sincronia che cresce e si sviluppa con la progressiva interazione.
Il campo di ricerca è nuovo, esiste da pochi anni e prende il nome di ‘interbrain synchrony’, a volte reso in italiano in maniera molto più generica con il nome ‘intelligenza collettiva’. Ad ogni modo, promette, per quanto sia ancora presto per dirlo, di dare risposte a quesiti interessanti come il perché certe persone vanno d’accordo ’a pelle’, ed altre no, senza un’ovvia spiegazione.
Il fenomeno non avviene però unicamente tra individui, ma anche tra gruppi di persone mentalmente coinvolte sulle stesse tematiche: il pubblico in un teatro che segue lo stesso spettacolo, oppure gli studenti che ascoltano la stessa lezione in un’aula scolastica. È interessante anche sapere che possono esserci ‘incompatibilità’ tra le menti degli individui — tra le persone ‘fatte per non intendersi’, come si dice.
Per ora, questi studi sono solo agli inizi, ma forse un giorno spiegheranno com’è possibile entrare in ufficio al mattino e sentire immediatamente ‘l’aria che tira’, cioè l’umore collettivo che caratterizza la giornata…
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James Hansen per Mercoledì di Rochester
