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Lavoro da casa

Lavoro da casa

L’Italia è uno dei paesi dove la pratica del Work From Home ha meno attecchito dopo la fine della pandemia Covid. Nel mondo il fenomeno si è sviluppato maggiormente nei paesi di lingua inglese, con gli impiegati mediamente a casa per poco meno di un giorno e mezzo alla settimana.

In Europa il WFH raggiunge il picco in Inghilterra, dove larghe parti della Pubblica Amministrazione richiedono la presenza fisica in ufficio dei dipendenti solo un giorno alla settimana.

 

Comprensibilmente, nasce la questione dell’impatto sulla produttività. Secondo studi citati dal New York Times, alcuni ricercatori hanno rilevato cali tra l’8% e il 19%, mentre altri riferiscono invece di casi di marcato miglioramento. La Federal Reserve Bank – la banca centrale americana – osserva cautamente che “troviamo poche indicazioni nei nostri dati che lo spostamento verso i lavori a distanza o ibridi abbia sostanzialmente né frenato né accelerato la crescita della produttività”.

 

Le considerazioni dal sapore accademico non scuotono più di tanto le aziende, incline a misurare la produttività indirettamente attraverso i conti di fine anno. Recenti sondaggi inglesi indicano che oltre l’80% dei lavoratori da casa guardano la televisione – mediamente per due ore al giorno – proprio mentre ‘faticano’ e uno su dieci di questi confessa perfino di fare un pisolino ‘rigenerante’ durante la giornata lavorativa, tipicamente tra le 15 e le 16 del pomeriggio.

 

Per combattere almeno una parte di questi fenomeni, le aziende anglo-americane fanno un uso sempre crescente di sistemi di sorveglianza per monitorare a distanza l’utilizzo del computer di lavoro da parte dei dipendenti. Né è nata una sorta di ‘guerra tecnologica’ tra le parti, con i lavoratori a distanza che installano sul PC altri sistemi che simulano, per esempio, il movimento del mouse anche quando nessuno è seduto davanti al computer.

 

Il risultato di tutto questo è, prevedibilmente, una reciproca perdita di fiducia. Già nel 2022 il 60% degli impiegati riferivano di sentirsi ’sorvegliati’, almeno secondo quanto emerso da  un sondaggio del Trades Union Congress, un’importante federazione sindacale britannica. La Gartner, una nota società di consulenza strategica, si attende che il 70% dei lavoratori saranno sistematicamente sorvegliati dai datori di lavoro entro il 2025… 

 

Image Credit: Daily Telegraph

 

James Hansen per Mercoledì di Rochester