Fantasmi cercansi
Nei paesi anglosassoni li chiamano “ghost jobs”, cioè ‘lavori fantasma’. Sono le ricerche del personale fatte per coprire posizioni che non esistono e perlopiù non esisteranno mai, condotte però da aziende almeno in teoria serie e ‘responsabili’. Le ricerche non sono fraudolente di per sé, non viene chiesto ai candidati di pagare alcunché per essere presi in considerazione. L’unico costo per chi cerca di ottenere il lavoro presumibilmente offerto è l’enorme perdita di tempo e l’amara delusione che tutto il processo provoca.
Il fenomeno, reso possibile dalle diverse dinamiche del mercato del lavoro nei paesi di lingua inglese, è fortemente incrementato negli ultimi anni. Studi condotti in Australia, Canada, Gran Bretagna e negli Stati Uniti confermano che in tutti questi mercati l’uso di pubblicizzare opportunità di lavoro inesistenti è fortemente aumentato negli ultimi tempi, e che tra il 30% e il 40% delle ricerche di personale sono fasulle. La pratica raggiunge il punto più alto negli Usa, dove la rete televisiva CBS cita un recente sondaggio secondo il quale, tra i responsabili delle assunzioni di 650 aziende, ben il 40% ammette di sollecitare candidature per posti inesistenti, in molti casi convocando i candidati che si fanno avanti per inutili ‘colloqui di lavoro’ altrettanto finti.
Il perché di tutto questo è incerto. Dopotutto, la finzione crea dei costi – anche se non molto alti – per le imprese che conducono queste ’sciarade’, il tutto senza generare un evidente ritorno. Tra le spiegazioni proposte più di frequente, c’è il suggerimento che si tratti di una sorta di ‘azione d’immagine’ intesa a convincere i concorrenti e il pubblico della solida crescita aziendale e la conseguente necessità di coprire nuove posizioni interne per l’ulteriore espansione.
Qualcuno invece sostiene che lo scopo sia invece quello di ‘spronare’ i dipendenti già assunti dall’azienda, ricordandogli che sono facilmente rimpiazzabili… Altri ancora – una minoranza – suppongono che si tratti piuttosto di una sorta di monitoraggio continuo per saggiare l’offerta di personale e magari anche di fare un’ampia raccolta di CV per ‘far portfolio’ in caso di eventuali necessità future…
Qualunque sia la causa del fenomeno, è una iattura per chi sta solo cercando la maniera per guadagnarsi il pane…
Image credit: Vaulte
James Hansen per Mercoledì di Rochester
