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Armati in orbita

Armati in orbita

 

La corsa allo spazio – iniziata grossomodo nella seconda metà degli anni Cinquanta del secolo scorso – è stata, oltre a uno sforzo scientifico, anche una sorta di guerra per procura tra l’Urss e gli Usa, effettivamente vinta alla fine dagli americani quando riuscirono per primi a portare l’uomo sulla Luna nel 1969. Nel contesto, la parola ‘guerra’ non è un metafora, anche se non si è mai arrivati ai combattimenti aperti.

 

Il curioso aggeggio che appare nell’immagine qui sopra – un cannone spaziale sviluppato dai sovietici e denominato “R-23M Kartech” – era destinato a essere impiegato sulla stazione orbitale militare russa “Almaz” (‘diamante’) per abbattere satelliti e veicoli spaziali americani in caso di necessità. Basata sull’armamento di coda del bombardiere sovietico Tupolev TU-22, l’arma era potente, sparava circa mille colpi da 200 grammi al minuto. Era però ingombrante da utilizzare. Per prendere mira, l’intera stazione spaziale da venti tonnellate doveva essere orientata verso il bersaglio, bruciando continuamente carburante per contrastare (nei limiti del possibile) il rinculo dell’arma.

 

Alla fine, Il Kartech è stato provato nello spazio una sola volta, e con risultati poco incoraggianti. Dopo il test, i russi hanno deciso che non ne valeva la pena, e la guerra guerreggiata non è mai arrivata nello spazio.

 

James Hansen per Mercoledì di Rochester